Giurisprudenza

Giurisprudenza

Indennità di maternità

Ai fini della determinazione dell’indennità di maternità, la disciplina di riferimento è contenuta nel D.Lgs. 26 marzo 2001 n. 151 ; la norma stabilisce una specifica disciplina di calcolo, prevedendo espressamente che la “retribuzione parametro”, da prendere a riferimento per determinare, nella misura dell’80% di essa, l’indennità medesima sia costituita dalla retribuzione media globale giornaliera che si ottiene
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Permessi e lavoro part-time

Non può essere compresso il diritto ex art. 33 l. 104/92 a tre giorni di permesso al mese, trattandosi di un diritto non esclusivamente patrimoniale e anche nella logica di preservazione di una tutela effettiva del disabile. A condizione che il contratto a part-time verticale del lavoratore comporti una prestazione per un numero di giornate
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Indennità o rendita negli infortuni sul lavoro

L’importo della rendita per l’inabilità permanente corrisposta dall’INAIL per l’infortunio in itinere occorso al lavoratore va detratto dall’ammontare del risarcimento dovuto, allo stesso titolo, al danneggiato da parte del terzo responsabile del fatto illecito. Leggi la sentenza

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Nullità del licenziamento per causa di malattia

II licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all’art. 2110, comma 2, c.c. Leggi la sentenza

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Insussistenza del fatto nel licenziamento in genere

L’insussistenza del fatto contestato, di cui all’ art. 18, L. n. 300 del 1970 (come modificato dall’ art. 1, comma 42, della L. n. 92 del 2012), comprende l’ipotesi del fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità, sicché in tale ipotesi si applica la tutela reintegratoria, senza che rilevi la diversa questione della proporzionalità tra sanzione espulsiva e fatto di modesta
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Contributi nelle società a responsabilità limitata

La corretta interpretazione dell’ art. 1, commi 202 e 208, della legge n. 662 del 1996, porta ad escludere che il socio di s.r.l. che partecipi personalmente al lavoro aziendale con carattere di abituatiti e prevalenza e, nel contempo, sia amministratore della medesima, percependo un apposito compenso, sia tenuto ad iscriversi sia presso la gestione commercianti, che presso
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Risarcimento dei danni per licenziamento illegittimo

Nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato, ove il licenziamento sia dichiarato illegittimo ed il datore di lavoro sia condannato al risarcimento dei danni nella misura legale, l’ammontare di tale risarcimento copre tutti i pregiudizi economici conseguenti alla perdita del lavoro e della relativa retribuzione. Ciò non esclude la possibilità per il lavoratore di fornire la
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Conversione di un contratto CO Co Pro in assenza di progetto

Allorquando il lavoratore presta la sua attività lavorativa in forma di collaborazione coordinata e continuativa, la mancata individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso è di per sé sufficiente per conversione automatica di un tale rapporto autonomo in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sin dalla data della sua
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Parità di trattamento pensionistico

In base all’ art. 1, comma 13 della legge n. 243 del 2004, risulta chiaramente che il trattamento pensionistico liquidato a favore del lavoratore che abbia esercitato la facoltà di opzione deve essere “pari a quello che sarebbe spettato” ove il medesimo non avesse esercitato la stessa facoltà; e, poiché in caso di cessazione del rapporto sui ratei di
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Reintegrazione nel posto di lavoro

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 18, quarto 4, dello Statuto dei lavoratori, come sostituito dall’art. 1, comma 42, lett. b), della legge n. 92 del 2012 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita), sollevata, in riferimento all’art. 3, comma 1, della Costituzione, nella parte
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Licenziamento per giustificato motivo

Sebbene la decisione imprenditoriale di ridurre la dimensione occupazionale dell’azienda possa essere motivata anche da finalità che prescindano da situazioni sfavorevoli e che perseguano l’obiettivo dell’aumento della redditività d’impresa, tuttavia è pur sempre necessario che la riorganizzazione sia effettiva; che la stessa si ricolleghi causalmente alla ragione dichiarata dall’imprenditore e che il licenziamento si ponga
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Insubordinazione nel rapporto di lavoro

La nozione di insubordinazione, nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato non può essere limitata al rifiuto di adempimento delle disposizioni dei superiori ma implica necessariamente anche qualsiasi altro comportamento atto a pregiudicare l’esecuzione ed il corretto svolgimento di dette disposizioni nel quadro della organizzazione aziendale. Più in generale il lavoratore può chiedere giudizialmente l’accertamento della
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Attività di insegnamento nel contratto di apprendistato

Il contratto di apprendistato, che è contratto a causa mista con finalità formative, non può essere stipulato al solo scopo di far svolgere durante la durata del contratto, le mansioni tipiche del profilo professionale, (nel caso in esame di portalettere) ma deve prevedere al contempo un’attività di insegnamento da parte del datore di lavoro, la
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Impiegato di concetto super

Deve ritenersi aver diritto all’inquadramento come impiegato di concetto super secondo il contratto collettivo di categoria il lavoratore che ha mansioni anche organizzative ed è il referente aziendale per alcuni clienti: svolge infatti mansioni tipiche del livello immediatamente inferiore al “quadro”, che richiedono professionalità ed esperienza. Leggi la sentenza

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Licenziamento nel rapporto di lavoro dirigenziale

In materia di rapporto di lavoro dirigenziale, ferma l’insussistenza di una piena coincidenza tra le ragioni di licenziamento di un dirigente e di un licenziamento disciplinare, per la peculiare posizione del predetto e il relativo vincolo fiduciario, le garanzie procedimentali dettate dall’art. 7, comma 2 e 3, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto
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Licenziamento nella fase di fallimento

In seguito alla dichiarazione di fallimento dell’imprenditore, il rapporto di lavoro rimane sospeso in attesa della dichiarazione del curatore ai sensi dell’ art. 72 L.Fall. ( R.D. n. 267 del 1942 ), il quale può scegliere di proseguire nel rapporto, ovvero di sciogliersi da esso. Fino al compimento di tale scelta, pertanto, il rapporto pendente
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Decurtazione dalle ferie

In tema di computabilità dei premessi ai fini della maturazione delle ferie, la limitazione della computabilità prevista dall’art. 33, co. 3, l. n. 104/1992, opera soltanto nei casi in cui i permessi debbano cumularsi effettivamente con il congedo parentale ordinario e con il congedo per malattia del figlio, per i quali compete un’indennità inferiore alla
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SANITA’ E SANITARI. U. S. L.: Trattamento economico

In tema di compensi spettanti al personale del Servizio Sanitario Nazionale, il comma 3 dell’art. 12 del CCNL 1998-2001 per la Dirigenza medico veterinaria, nella parte in cui stabilisce che ai fini dell’indennità di esclusività (di cui al precedente art. 5) la maturazione dell’anzianità complessiva di servizio può avvenire anche per effetto di “un rapporto
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Licenziamento nel rapporto di lavoro subordinato

In tema di sanzioni disciplinari adottate nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato, l’immediatezza del provvedimento espulsivo rispetto alla mancanza addotta a sua giustificazione ovvero a quello della contestazione, si configura quale elemento costitutivo del diritto al recesso del datore di lavoro in quanto la non immediatezza della contestazione o del provvedimento espulsivo induce ragionevolmente a
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Liquidazione e valutazione

Nel rapporto di impiego pubblico contrattualizzato, qualora un dipendente ponga in essere sul luogo di lavoro, una condotta lesiva nei confronti di un altro dipendente, il datore di lavoro, rimasto colpevolmente inerte nella rimozione del fatto lesivo e chiamato a rispondere ai sensi dell’art. 2087 c.c. nei confronti del lavoratore leso, ha diritto a rivalersi
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Licenziamento per giusta causa. Sanzioni disciplinari

In merito all’impugnazione del licenziamento per giusta causa, inflitto al lavoratore che durante il periodo di congedo abbia svolto altra attività lavorativa, in violazione del divieto di legge, si rileva che al fine di stabilire in concreto l’esistenza di una giusta causa (che deve rivestire il carattere di grave negazione degli elementi essenziali del rapporto
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PREVIDENZA SOCIALE. Avvocati e procuratori

La ratio dell’obbligo di comunicazione reddituale alla Cassa, posto dall’art. 17, comma 5, della legge n. 576 del 1980, risiede nelle esigenze sociali di garantire l’effettività dell’obbligo di iscrizione, ai fini dell’assistenza e previdenza obbligatoria della categoria professionale, nello stesso interesse dei relativi appartenenti in quanto la conoscenza del flusso dei redditi dei professionisti è
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Licenziamento per giusta causa

In tema di licenziamento, la giusta causa è una nozione legale, cosi che non essendo il giudice vincolato dalle previsioni del contratto collettivo, può ritenere configurabile una giusta causa anche in presenza di un grave inadempimento o comportamento del lavoratore contrario a norme di comune etica o del vivere civile che, secondo un apprezzamento di
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Danno da perdita di chance in caso di mancata assegnazione al Dirigente degli obiettivi da raggiungere

Nel caso del mancato conferimento al dirigente degli obiettivi da raggiungere, egli può chiedere all’impresa il risarcimento per perdita della chance. Quest’ultima rappresenta un danno patrimoniale futuro, consistente nella perdita non di un vantaggio economico, ma della mera possibilità di conseguirlo secondo una valutazione ex ante, ricondotta al momento in cui la condotta illecita ha
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Eccezione alla regola: reintegra in servizio senza giustificato motivo oggettivo

Nelle circostanze in cui manchi il giustificato motivo oggettivo, la reintegra in servizio del lavoratore costituisce l’eccezione alla regola dopo la modifica apportata dalla riforma Fornero all’art. 18 Stat. Lav.: il ripristino del rapporto di lavoro, infatti, rappresenta esclusivamente un’ipotesi residuale che si configura laddove non soltanto se il fatto posto alla base del recesso
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Licenziamento per causa di malattia

II licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all’art. 2110, comma 2, c.c. Leggi la sentenza  

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Indennità di ferie non godute. Lavoro subordinato in genere

L’indennità sostitutiva delle ferie non godute ha natura mista, sia risarcitoria che retributiva, sicché mentre ai fini della verifica della prescrizione va ritenuto prevalente il carattere risarcitorio volto a compensare il danno derivante dalla perdita del diritto al riposo, cui va assicurata la più ampia tutela applicando il termine ordinario decennale, la natura retributiva, quale
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Variazione monte ore, in aumento o in diminuzione – Part-time e tempo pieno

La modalità oraria è un elemento qualificante della prestazione oggetto del contratto, pertanto, la trasformazione da tempo pieno a tempo part-time necessita il consenso scritto del lavoratore, in quanto costituisce una novazione oggettiva del contratto. La manifestazione della volontà non è, dunque, desumibile per fatti concludenti dal comportamento delle parti. Leggi la sentenza

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Posta elettronica ordinaria – Valenza probatoria – Libera valutazione del Giudice

È illegittimo il licenziamento per giusta causa fondato su e-mail di posta elettronica non certificata, la cui valenza probatoria è dubbia. L’efficacia probatoria dei documenti informatici, tra cui le e-mail, non sottoscritti con firma elettronica avanzata (qualificata o digitale), è, infatti, liberamente valutabile dal Giudice in relazione alle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità
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Licenziamento. Malattia, infortuni, gravidanza e puerperio

L’espletamento di altra attività lavorativa da parte del dipendente assente per malattia è idoneo a giustificare il recesso del datore di lavoro per violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà ove tale attività esterna, prestata o meno, a titolo oneroso, sia di per sé
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Retribuzione (gratifiche e premi in genere)

Il “premio di fedeltà”, erogato dal datore di lavoro ai propri dipendenti dotati di elevata anzianità di servizio in azienda all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, non può essere assimilato all’indennità di anzianità – esclusa dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali ai sensi dell’art. 12, comma 2, della legge n. 153 del 1969 -,
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Malattie professionali

In tema di tutela assicurativa del lavoratore per malattia professionale, sono indennizzabili tutte le malattie di natura fisica o psichica la cui origine sia riconducibile al rischio del lavoro, sia che riguardi la lavorazione, sia che riguardi l’organizzazione del lavoro e le modalità della sua esplicazione, posto che il lavoro coinvolge la persona in tutte
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Lavoro di agenzia e lavoro subordinato

L’elemento distintivo tra il rapporto di agenzia e il rapporto di lavoro subordinato va individuato nella circostanza che il primo ha per oggetto lo svolgimento, in favore del preponente, di un’attività economica esercitata in forma imprenditoriale, con organizzazione di mezzi e assunzione del rischio da parte dell’agente, che si manifesta nell’autonoma scelta dei tempi e
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Lavoro e festività infrasettimanali

Il provvedimento con cui il datore di lavoro impone al dipendente di prestare l’attività lavorativa nelle festività infrasettimanali in violazione della legge n. 260 del 1949 è nullo ed integra un inadempimento parziale del contratto di lavoro, sicché l’inottemperanza del lavoratore è giustificata in base al principio “inadimplenti non est adimplendum” ex art. 1460 c.c.
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PREVIDENZA SOCIALE. Cassa integrazione guadagni. Mobilità (indennità di) – SOCIETA’

Le società a capitale misto, ed in particolare le società per azioni a prevalente capitale pubblico, aventi ad oggetto l’esercizio di attività industriali, sono tenute al pagamento dei contributi previdenziali previsti per la cassa integrazione guadagni e la mobilità. L’applicabilità dell’esenzione stabilita per le imprese industriali degli enti pubblici dall’art. 3 del D.Lgs.C.P.S. n. 869
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PREVIDENZA SOCIALE. Pensione di anzianità e vecchiaia

La deroga all’applicabilità del regime previdenziale introdotto con il D.Lgs. n. 503 del 1992 , prevista, dall’art. 2, comma 3, lett. b) del citato D.Lgs., per i lavoratori, con anzianità assicurativa di almeno venticinque anni, occupati, per almeno un decennio, per periodi inferiori all’intero anno solare (“di durata inferiore a 52 settimane nell’anno solare”), non è suscettibile
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Lavoro subordinato – SOCIETA’. Associazione in partecipazione

La riconducibilità del rapporto di lavoro al contratto di associazione in partecipazione con apporto di prestazione lavorativa da parte dell’associato ovvero al contratto di lavoro subordinato con retribuzione collegata agli utili, esige un’indagine del giudice di merito volta a cogliere la prevalenza, alla stregua delle modalità di attuazione del concreto rapporto, degli elementi che caratterizzano
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Licenziamento. Società cooperative.

In tema di tutela del socio lavoratore di cooperativa, in caso d’impugnazione, da parte del socio, del recesso della cooperativa, la tutela risarcitoria non è inibita dall’omessa impugnazione della contestuale delibera di esclusione fondata sulle medesime ragioni, afferenti al rapporto di lavoro, mentre resta esclusa la tutela restitutoria. Leggi la sentenza

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Abilitazione all’insegnamento

In tema di rapporto di lavoro subordinato avente ad oggetto l’insegnamento presso scuole private legalmente riconosciute, ai sensi dell’art. 1, commi 4 e 6 della L. 10 marzo 2000, n. 62, recante norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione, e degli artt. 3 e 6 della L. 19 gennaio
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Tutela delle condizioni di lavoro

In tema di rapporto di lavoro subordinato, con riferimento alla tutela delle condizioni di lavoro, l’art. 2087 c.c. pone, in capo al datore di lavoro, un fondamentale dovere di prevenzione, che si estrinseca in un preciso obbligo di controllare che il lavoratore, nell’esercizio dell’attività lavorativa, osservi le prescrizioni datoriali concernenti l’esecuzione della prestazione in condizioni
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Onere della prova. Mobbing

In materia di mobbing, ai fini della configurabilità della condotta lesiva del datore di lavoro rilevano specifici elementi, il cui accertamento costituisce un giudizio di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se logicamente e congruamente motivato. Detti elementi sono: a) la molteplicità dei comportamenti a carattere persecutori o, illeciti
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Licenziamento tramite email

Il licenziamento del lavoratore comminato con una missiva inviata via e-mail deve ritenersi perfettamente valido: la posta elettronica è idonea a integrare il requisito della comunicazione per iscritto previsto per il recesso datoriale dal rapporto di lavoro. Leggi la sentenza

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Abuso del potere disciplinare

Anche l’esercizio abusivo del potere disciplinare da parte del datore di lavoro, posto in essere con il fine di estromettere il dipendente dell’azienda, è un comportamento che può contribuire a realizzare un’ipotesi di mobbing. Leggi la sentenza

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Lavoro subordinato. Malattia, infortuni, gravidanza e puerperio

In tema di responsabilità del datore di lavoro, alla stregua dell’art. 2087 c.c., non è ipotizzabile a carico dell’imprenditore un obbligo di sicurezza e prevenzione anche in relazione a condotte del dipendente che, pur non rientranti nella nozione di opinabilità e di abnormità, siano state poste in essere successivamente al compimento della prestazione lavorativa richiesta,
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Mutamento di mansioni

In tema di dequalificazione del lavoratore, il giudice del merito, con apprezzamento di fatto incensurabile in cassazione se adeguatamente motivato, può desumere l’esistenza del danno, determinandone anche l’entità in via equitativa, con processo logico-giuridico attinente alla formazione della prova, anche presuntiva, in base agli elementi di fatto relativi alla qualità e quantità della esperienza lavorativa
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Contratto a termine – POSTE E TELEGRAFI

In tema di rispetto dell’art. 2, comma 1 bis, del D.Lgs. n. 368 del 2001, la percentuale del 15% ivi prevista è riferita all’intero organico aziendale; la norma fa esclusivo riferimento alla tipologia dell’impresa presso cui avviene l’assunzione e nulla dispone in relazione alla tipologia delle mansioni esercitate dai dipendenti ai fini della possibilità di assunzione a
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Risoluzione del contratto per inadempimento

In ordine al rifiuto della prestazione a seguito di adibizione a mansioni inferiori, il lavoratore non può rendersi totalmente inadempiente alla prestazione sospendendo ogni attività lavorativa, ove il datore di lavoro assolva a tutti gli altri propri obblighi (pagamento della retribuzione, copertura previdenziale ed assicurativa, assicurazione del posto di lavoro), potendo – una parte –
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Risarcimento del danno

In tema di risarcimento del danno, il creditore che voglia ottenere, oltre il rimborso delle spese sostenute, anche i danni derivanti dalla perdita di chances che, come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene, non costituisce una mera aspettativa di fatto ma una entità patrimoniale a sé stante, ha l’onere di provare,
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Illegittimità del licenziamento e diritto alla reintegrazione

A seguito e per effetto della sentenza dichiarativa dell’illegittimità del licenziamento, sorge in capo al lavoratore il diritto alla reintegrazione e, contemporaneamente, il diritto di ottenere, in alternativa, l’indennità sostitutiva, esercitando la relativa opzione nel rispetto del termine di decadenza così come previsto dall’art. 18, comma 5, dello Statuto dei Lavoratori con riferimento alle due
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Immediatezza della contestazione disciplinare

La contestazione disciplinare deve essere caratterizzata da immediatezza anche nel caso di una condanna penale a carico del lavoratore. L’azione disciplinare esercitata un anno dopo il passaggio in giudicato della condanna penale non può essere riconosciuta come tempestiva e rende illegittimo il conseguente licenziamento. Anche se il criterio d’immediatezza va inteso in senso relativo, spetta
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Lavoro subordinato a termine

Ai fini del riconoscimento della legittimità del contratto a tempo determinato, il rispetto della forma scritta, – prevista ad substantiam, onde insuscettibile di esser provata a mezzo testi – della clausola appositiva del termine presuppone l’avvenuta sottoscrizione del contratto stesso ad opera del lavoratore, ovviamente in momento antecedente o contestuale all’inizio del rapporto. Non è,
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Illegittimità di interposizione di manodopera. Obbligo di retribuzione

In tema di interposizione di manodopera, ove ne venga accertata l’illegittimità e dichiarata l’esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l’omesso ripristino del rapporto di lavoro ad opera del committente determina l’obbligo di quest’ultimo di corrispondere le retribuzioni. Leggi la sentenza

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Tardività nella contestazione disciplinare

Un ritardo notevole e non giustificato della contestazione dell’addebito posto alla base del licenziamento per giusta causa rappresenta una violazione del principio di buona fede e della volontà delle parti nell’attuazione del rapporto di lavoro. La dichiarazione giudiziale di illegittimità di un tale licenziamento disciplinare comporta perciò l’applicazione della sanzione dell’indennità come prevista dal quinto
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Condotta antisindacale

Al fine di integrare gli estremi della condotta antisindacale di cui all’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, è sufficiente che tale comportamento leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, non essendo necessario (ma neppure sufficiente) uno specifico intento lesivo da parte del datore di lavoro né nel caso di condotte
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Idoneità fisica del lavoratore

In tema di pari opportunità dei lavoratori, il giudice deve apprezzare incidentalmente la legittimità, ai fini della sua disapplicazione, della previsione di un’altezza minima, valutando in concreto la funzionalità del requisito richiesto rispetto alle mansioni, attraverso l’accertamento di quali siano le mansioni a cui il lavoratore interessato potrebbe essere addetto e se le stesse potrebbero
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Licenziamento in genere. Periodo di prova

Per il licenziamento durante il periodo di prova non è richiesto per legge l’atto scritto. L’ art. 10 della legge n. 604 del 1966, prevede che le garanzie di cui alla stessa legge per il caso di licenziamento si applichino ai lavoratori in prova soltanto dal momento in cui l’assunzione diviene definitiva e, in ogni
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Diritto del lavoratore all’integrità fisica

In tema di sicurezza sul lavoro, con riferimento ai lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto o di prestazione d’opera, il dovere di sicurezza è riferibile, oltre che al datore di lavoro (di regola l’appaltatore, destinatario delle disposizioni antinfortunistiche), anche al committente, con conseguente possibilità, in caso di infortunio, di intrecci di responsabilità,
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Mutamento di mansioni. Onere della prova

In tema di risarcimento del danno non patrimoniale derivante da demansionamento e dequalificazione, il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno professionale, biologico od esistenziale, non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale e non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, dell’esistenza di un pregiudizio (di
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INFORTUNI SUL LAVORO

In tema di infortuni sul lavoro, l’occasione di lavoro di cui all’art. 2 del T.U n. 1124 del 1965, non prevede necessariamente che l’infortunio avvenga durante lo svolgimento delle mansioni lavorative tipiche in ragione delle quali è stabilito l’obbligo assicurativo, essendo indennizzabile anche l’infortunio determinatosi nell’espletamento dell’attività lavorativa ad esse connessa, in relazione a rischio
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Fondi e casse di previdenza. Lavoratori autonomi e professionisti

In relazione all’efficacia dell’attività regolamentare della Cassa Forense all’interno del sistema delle fonti, a seguito dell’entrata in vigore degli art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 509 del 1994 e dell’art. 3, comma 12, della legge n. 335 del 1995, si rileva che il riconoscimento, operato dalla legge in favore del nuovo soggetto, dell’autonomia gestionale,
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Licenziamento per giusta causa

In tema di licenziamento per giusta causa, la condotta del lavoratore, che, in ottemperanza delle prescrizioni del medico curante, si sia allontanato dalla propria abitazione e abbia ripreso a compiere attività della vita privata, la cui gravosità non è comparabile a quella di una attività lavorativa piena, senza svolgere una ulteriore attività lavorativa, non è
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Denuncia penale del lavoratore – Condotta disciplinarmente rilevante – Calunnia

MASSIMA La sola denuncia all’autorità giudiziaria di fatti astrattamente integranti ipotesi di reato non costituisce di per sé condotta disciplinarmente rilevante, tale da giustificare il licenziamento per giusta causa. Ipotesi diversa è quella in cui l’iniziativa del lavoratore sia stata strumentalmente presa nella consapevolezza della insussistenza del fatto o della assenza di responsabilità del datore.
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Sanzioni disciplinari

MASSIMA: In tema di rapporto di lavoro subordinato, il principio secondo il quale, in tutti i casi in cui il comportamento sanzionatorio sia immediatamente percepibile dal lavoratore come illecito, perché contrario al c.d. minimo etico o a norme di rilevanza penale, non è necessario provvedere all’affissione del codice disciplinare, è estensibile ai casi di sanzioni
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Subordinazione nel contratto a progetto

MASSIMA: Deve ritenersi che nel contratto a progetto ciò che viene essenzialmente in rilievo è che l’attività affidata si svolga in piena autonomia, in funzione di un risultato determinato e in coordinazione con l’organizzazione predisposta dal committente, anche sotto il profilo temporale, divenendo così l’obiettivo un fattore-chiave che giustifica l’autonomia gestionale del progetto o del
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Licenziamenti collettivi

MASSIMA Qualora il datore di lavoro che occupi più di quindici dipendenti intenda effettuare, in conseguenza di una riduzione o trasformazione dell’attività di lavoro, almeno cinque licenziamenti nell’arco di 120 giorni (comportante l’osservanza delle procedure previste dalla L. n. 223 del 1991), resta irrilevante, ai fini della configurazione della fattispecie del licenziamento collettivo, che il
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